L' Uomo e l' Ambiente


  L' Uomo e L' Ambiente

Effetto serra, scomparsa delle foreste, riduzione della biodiversità, desertificazione, contaminazione dei suoli, dell’atmosfera e degli oceani con sostanze tossiche: sono tutti elementi di una crisi che mette in pericolo gli equilibri del nostro pianeta. Questa crisi è in larga misura responsabilità dell’uomo. E’ prodotta dalle attività economiche che dovrebbero dare risposte ai bisogni umani ma sono diventate invece, per effetto della logica del mercato, una minaccia per gli equilibri ecologici e la vita delle generazioni future. Questa crisi si intreccia con gli squilibri tra il Nord e il Sud del pianeta, tra ricchi e poveri all’interno di ogni società. Abbiamo la responsabilità collettiva di proteggere la terra usando in modo equo e sostenibile le risorse disponibili. I meccanismi e le priorità dell’economia vanno ripensati in questa prospettiva, puntando all’eliminazione della povertà e al miglioramento della qualità della vita.
L’uomo, da sempre, in tutte le sue attività, interagisce con l’ambiente modificandolo. Se però la mutazione dell’ambiente in epoche storiche poteva essere un fatto marginale per il "sistema terra" nel suo complesso, dato che il pianeta era scarsamente popolato (si stima intorno all’anno 0 una popolazione mondiale di appena 200 milioni di persone), vediamo che con l’incremento demografico massiccio degli ultimi decenni - nei quali si è assistito al raddoppiamento in circa 40 anni della popolazione che ora ammonta a 6 miliardi di individui - e l’industrializzazione, che comporta un maggiore sfruttamento delle risorse ambientali e conseguentemente ad un maggior inquinamento, la distruzione dell’ambiente ha assunto una dimensione globale e proporzioni così allarmanti da convincere i governi, soprattutto dei paesi sviluppati a cercare strategie per porre rimedio a questo fenomeno. Una di queste prende il nome di sviluppo sostenibile.
E’ soltanto da una decina d’anni che si parla di sviluppo in questi termini, che rispecchiano una maggiore attenzione, sia al problema della profonda iniquità nell’uso delle risorse a livello planetario (mentre nei paesi ricchi si inquina l’ambiente per produrre beni di consumo in parte superflui, nei paesi poveri la distruzione ambientale avviene o per motivi di sopravvivenza legati alla fame, oppure per motivi economici riconducibili alla dipendenza dai paesi ricchi), sia al problema dei limiti della crescita per una terra divenuta improvvisamente troppo piccola per una popolazione troppo numerosa. In sostanza in questo nuovo approccio alla "gestione della madre terra" si pone l’accento sull’uso razionale e responsabile delle risorse da parte di tutti, sul riciclaggio delle risorse rinnovabili e sulla riduzione al massimo degli sprechi.